Viggiu' ed il suo borgo



Foto di Viggiù negli anni 50

Scorcio di Viggiù fra le colline
Il piccolo paese di Viggiù si trova sulle colline prealpine in provincia di Varese, a circa 20 km dal capoluogo e a pochi km dalla vicina Svizzera. Situato a circa 500 metri sul livello del mare, può contare su una popolazione di circa 5000 abitanti con una discreta percentuale di emigrati mantovani e siciliani ormai integrati da un paio di generazioni con i viggiutesi purosangue.
La favorevole posizione geografica lo ha reso nei secoli territorio di transito di diverse popolazioni tra cui gli Orobi e gli Insubri.
Scorcio di Viggiù fra le colline
 

Il prode Giulio Cesare, durante la guerra con i Galli, inviò nella zone milizie romane che si accamparono nel circondario pronte ad invadere la vicina Gallia. Il nome Viggiù deriva appunto dal nome dell'accampamento stanziale "Vicus Iulii" (Villaggio di Cesare) che nel corso dei secoli si è progressivamente mutato fino a divenire l'attuale Viggiù.
Nella Chiesa di San Martino, la più vecchia costruzione cristiana del paese situata in cima al colle omonimo, si può ancora oggi ammirare un coperchio di tomba risalente all'epoca romana..
La chiesa di S. Stefano
 
La chiesa di S. Stefano

L'arco del Colle San Martino
Negli anni '60-'70 Viggiù era rinomata come"La perla del Varesotto" in quanto meta turistica per i facoltosi milanesi e per i turisti provenienti dalla vicina Svizzera e non solo. In quegli anni il turismo diede una spinta all'economia del paese e fiorirono alberghi e ristori e persino una funicolare che conduceva fino a Viggiù a partire dalla stazione ferroviaria di Bisuschio, ai piedi del gruppo di colline ove sono radunati i 3 paesi di Viggiù, Saltrio e Clivio che costituiscono quasi un unico agglomerato urbano tanta e' la vicinanza delle rispettive zone urbane
L'arco che apre la salita al Colle San Martino
 

Alle spalle del paese si trovano il colle Sant'Elia ed il Monte Orsa che appartengono alla parte delle Alpi che fa da confine naturale fra il nostro stato e la Confederazione Elvetica. Sulle pendici e sulla sommità di questi monti, oltre a godere di una superba vista sul Lago Ceresio (da molti conosciuto come "Lago di Lugano"), si possono trovare senza difficoltà camminatoi e trincee che testimoniano quanto questa zona fosse in prima linea e di importanza strategica durante i due conflitti mondiali. I depositi di armi e le profonde trincee illuminate da centinaia di feritoie per le bocche di fuoco risalgono in maggioranza al conflitto mondiale del 1915-18.
Scorcio del centro storico
 
Scorcio del centro storico

Il monumento a Garibaldi
Altro glorioso vanto di Viggiù sono i "picasas", gli scalpellini della pietra che con le loro opere hanno arricchito chiese e monumenti della zona e non solo. Altra figura di rilievo storico è stato lo scultore Enrico Butti le cui statue si trovano disseminate per tutta l'Italia (Roma e Venezia per citare qualche esempio illustre) oltre che esposte in originale o come studi e bozze in gesso nel museo a lui intitolato che accoglie chi si reca a Viggiù proveniendo da Varese e attraversando Baraggia, la frazione di Viggiù che si trova nella parte pianeggiante ai piedi della collina che ospita il centro storico
Il monumento a Garibaldi
 

L'ingresso della Villa Borromeo
L'ingresso della Villa Borromeo